Linux



Qual’è la distribuzione Linux più leggera?

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Qual’è la distribuzione di Linux più leggera in assoluto?

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Una domanda che viene fatta spesso ma che bisogna prendere con le pinze, ed ecco il motivo:

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Come visualizzare la memoria libera su Linux

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Tenere sotto controllo la memoria in un sistema basato su Linux è importante su molti fronti.

Se ad esempio gestite una macchina su cui sono hostati dei siti web, è necessario conoscere fino a che punto il server è capace di servire nuove richieste e soprattutto per calcolare quanti nuovi processi possono essere allocati per servire le pagine richieste.

Per chi utilizza una interfaccia grafica linux mette a disposizione diversi script e programmi per tenere sotto controllo la memoria libera.
Ad esempio chi utilizza come interfaccia grafica la Gnome può digitare il seguente comando nel terminale gnome-system-monitor oppure recarsi nel menu in Sistemi -> Amministrazione -> Monitor di Sistema.

Per chi invece è un amante del terminale o ha bisogno di operare esclusivamente tramite SSH per gestire il server da remoto, possono essere utili i seguenti comandi:

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Top 5 NoPaste e appunti sul cloud

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Ecco stavolta una personale top 5 di servizi NoPaste che ho redatto dopo averli usati tutti.

nopaste

I NoPaste occupano le posizioni in base ai linguaggi supportati e all’immediatezza d’uso, perché sono questi i due parametri più importanti che ho considerato.

1. NoPaste.me

Esso è al primo posto per la completezza di linguaggi supportati sintetizzati in un’interfaccia gradevole e semplice da utilizzare. È inoltre possibile rendere privati i propri “paste”, seguire i feed RSS (proprio così!) di altri Nopasters e scaricare direttamente il file di testo se si è pigri di crearne uno sul proprio pc.

2. NoPaste.us

Molto meno popolare di nopaste.me, però altrettanto funzionale, una vera perla, non per la grafica, ma per il supporto dei linguaggi, è imbattibile: supporta anche diversi tipi di Assembly per diversi processori! Per esempio quello del motorola 68000, un vero pezzo di storia ancora in uso. Una particolarità: c’è anche il supporto per la formattazione dell’output del comando “make” della shell di Linux, usato nella compilazione dei programmi è spesso postato dagli utenti per farsi aiutare sui forum da quelli più esperti per via le dipendenze; croce e delizia per gli smanettoni.

3. NoPaste.pl

Anche questo servizio è stato scelto per una particolare particolarità (è voluto, sìsì):

è possibile copiarvi il contenuto di un file direttamente dalla shell Linux!

Questo grazie ad uno script in phyton apposito, creato direttamente dai gestori del servizio, è stato possibile fare questa comoda meraviglia. Per installarlo anche voi andate sul loro sito, o direttamente qui, cliccate su Commiter, in polacco ci sono le isruzioni, però ve le posto qui:

scaricare: wget http://nopaste.pl/download/wklejarka.gz

unzippare: gunzip wklejarka.gz

spostare negli eseguibili: mv wklejarka /usr/bin/wklejarka

autorizzare: chmod a+x /usr/bin/wklejarka

tutto qui. Per poter utilizzare lo script basta fare: cat file.txt |  wklejarka

esempio pratico, ecco il mio fstab:

bash-4.1# cat /etc/fstab | wklejarka

Filename stdin Commit successful password=passwordcasuale nickname=root@192 => http://nopaste.pl/12p9

per il nome difficile wklejarka (tradotto “incollatore”) potete provare a cambiare il nome dell’eseguibile in qualcosa di più semplice.

4. NoPaste.info

Semplice, pulito e soprattutto veloce! Davvero pochi kb (7.26Kb)  per un supporto ottimo e maneggevole. Se non siete sulla shell Linux, questo è il nopaste che si carica in meno di un secondo anche con una 56k. Da provare via wap, da telefono.

5. Pastebin

Se 7Kb sono troppi, questo ne ha la metà: grafica ancora più spartana, linguaggi web e possibilità di evidenziare zone di codice interessanti.

Ed ecco finalmente il bonus:

Notes.io

Avete un appunto da condividere? Un nopaste è ostico da mandare ad un amico non abituato? Ecco servito uno sticker digitale elegante e pratico: un clic, un Ctrl + V e un url da 8 caratteri e il gioco è fatto.

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È possibile creare un proprio URL scrivendo nella address bar semplicemente “notes.io/qualsiasicosavolete” e con lo stesso url potete mandare l’appunto, o lasciarlo lì per poi ricollegarcisi da un’altra postazione. Presto arriveranno altre features come l’upload di allegati e la creazione di un profilo.

Giusto per essere comleti, lo stesso servizio (potenziato) è offerto da cl1p.net, si usa allo stesso modo ma ci sono molte più opzioni come la protezione tramite password, impostazione della scadenza, la possibilità di lasciare commenti o addirittura topic. Ma la grafica è decisamente più alla “nopaste”.



Avviare Chrome o Chromium da root su Linux

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Già dalla versione 11 di Chrome e di Chromium, per sistemi basati su Linux come Slackware (nel mio caso), OpenSUSE, Fedora e altri, è presente un piccolo grande inconveniente che affligge alcuni utenti che definirei pigri (ed io sono uno di loro):

non è possibile far partire Chrome da utente root (amministratore).

Gli sviluppatori hanno un’ovvia giustificazione verso questa limitazione: proteggere gli utenti da se stessi, evitare di combinare guai o esporsi a pericoli inutili. Questo perché un programma eseguito da un utente con privilegi speciali ha anche lui privilegi speciali, e, come Spiderman ci insegna, grandi privilegi conseguono grandi responsabilità.

Gli utenti aprono molti topic di segnalazione bug presso la piattaforma di sviluppo di Google per questa limitazione, e come argomento, usano paragonare questo comportamento a quello di Microsoft o in generale di altre aziende che restringono (assai!) la libertà dell’utente finale. Questo paragone è un affronto per la gente dietro Chromium, tantoche la discussione continua anche su livejournal.

In quanto utente Slackware su KDE (4) mi sono cimentato nella ricerca di una soluzione più efficace del cambio sessione per runnare solo Chrome. Ho trovato un modo semplicissimo e comodissimo per ovviare il problema:

basta cliccare col destro e modificare il Kmenu (Kickoff in realtà), selezionare l’applicazione in questione (aka Chrome/Chromium), sulla destra selezionare il tab “Avanzate” e nel terzo campo in basso troverete “Esegui come un’altro utente”, e quindi basta scrivere il nome di un utente precedentemente creato con “adduser nomeutente” nel terminale.  Per l’occasione si può creare un utente chromium apposta (;

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Per avviare Chrome da root, basta usare normalmente il menu applicazione come sempre si è fatto.

Un ultimo inconveniente da risolvere è la cartella di download di Chrome: infatti tale directory si troverà nella home dell’utente usato per avviare Chrome, quindi vi consiglio di creare un link simbolico di essa sul votro desktop da root.



Squeeze, guida all’installazione con screenshot

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squeeze countdown Mancano 7 giorni al rilascio ufficiale di Debian 6.0, Squeeze. La comunità debianizzati.org ha realizzato una serie di screenshot a proposito dei diversi modi di installare la prossima Debian 6.0, Squeeze. Tutti gli scatti sono visionabili nelle guide, da notare che ancora non sono complete del tutto, mancano i link per il download delle immagini e i collegamenti alle altre pagine delle guide stesse, cosa che sarà colmata con l’uscita ufficiale di Squeeze. Tutti i test sono stati fatti con la RC2 dell’installer, cosa che non dovrebbe essere molto diversa dalla versione ufficiale.

HAPPY DEBIAN

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